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Una rara medaglia di Sperandio Savelli per Giustiniano Cavitelli - AnticoUsatoCremona.it

Una rara medaglia di Sperandio Savelli per Giustiniano Cavitelli

Una rara medaglia di Sperandio Savelli per Giustiniano Cavitelli

di Ottorino Marazzi

Durante la nostra incessante, ed a volte proficua ricerca di medaglie atta ad arricchire la nostra collezione, ci siamo imbattuti in una medaglia assai rara fusa dallo scultore e medaglista Sperandio Savelli nel 1472 o 1473. Tale medaglia, che per quanto ne sappiamo dovrebbe essere un esemplare unico, è in custodia presso il British Museum di Londra.

Sperandio Savelli era nato a Mantova intorno al 1425, figlio di Bartolomeo, orafo di origine romana. Nel 1437 la famiglia Savelli, lasciata Mantova, si stabilì a Ferrara ove il giovane Sperandio fu avviato dal padre all’arte orafa. I suoi primi lavori a Ferrara avvennero negli anni 1445 e 1447. Sperandio tornò successivamente nella città natale di Mantova e ad un certo punto fu chiamato a lavorare per la corte estense dal marchese Borso d’Este intorno al 1460. Sperandio, come tanti altri artisti del Rinascimento suoi contemporanei, fu un artista poliedrico dai molti talenti. Egli, infatti, oltre che valente medaglista, fu pittore, orafo, architetto, scultore e fonditore di cannoni di bronzo. Come medaglista fu uno dei più prolifici con al suo attivo quarantotto medaglie di splendida fattura tra le quali vanno ricordate quelle dedicate a Giovanni II Bentivoglio, Principe di Bo- logna, Bartolomeo Pendaglia, mercante in Ferrara, Antonio Serenzello de’ Manfredi di Faenza, Giustiniano Cavitelli, giureconsulto di Cremona, e via dicendo. Proprio di Giustiniano Cavitelli vorremmo parlare in quanto fu un personaggio molto importante della nostra città nella sua epoca, famoso in Italia ed in Europa per quanto sconosciuto ai più ai giorni nostri.

Egli nacque a Cremona da nobile famiglia verso l’anno 1425 dal padre Niccolò, giurista e funzionario dell’amministrazione estense e dalla madre Guiduccia della Cella. Avviato agli studi giuridici, si laureò a Bologna in diritto civile il 9 agosto 1452 ed in diritto canonico negli ultimi mesi del 1461. Dopo la laurea si trasferì con il fratello Marco Antonio (nonno del famoso Lodovico, autore dei Cremonenses Annales quibus res ubique gestas memorabiles pubblica- ti postumi nel 1588) a Busseto al servizio del marchese Rolando Pallavicino e qui vi esercitò le funzioni di vicario generale e podestà. Giustiniano si trasferì successivamente a Piacenza per essere più vicino alla città natale chiedendo a Francesco Sforza che gli fosse concesso, in deroga agli statuti, di poter svolgere l’attività forense in Cremona, pur risiedendo altrove. Passò quindi al servizio del duca di Milano che lo nominò vicario generale, le cui precipue mansioni erano quelle di controllo e di sindacato sull’operato dei funzionari ducali, carica che tenne dal 1461 al 1465. Il 17 gennaio 1462 venne inoltre inviato a Novara per svolgere le funzioni di podestà in attesa della nomina del nuovo, fatto che avvenne nell’aprile del 1462. Ricoprì moltissime cariche in diverse città e svolse importanti missioni per conto di Francesco Sforza presso varie corti italiane, finché il 1 aprile 1475 il re d’Ungheria Mattia Corvino, desideroso di avere presso la sua corte numerosi dotti provenienti dall’Italia, diede incarico al suo oratore Francesco Fontana di contattare e condurre in Ungheria sei giuristi ed un chirurgo. Il Cavitelli fu uno dei giuristi scelti dal Fontana e con il consenso del marchese Ercole d’Este il 1 maggio del 1475 fu nominato dallo stesso Fontana consigliere e presidente del consiglio del regno d’Ungheria con uno stipendio annuo di 600 ducati d’oro, oltre il rimborso di tutte le spese necessarie per il trasferimento suo e della sua famiglia in Ungheria. Nell’autunno dello stesso anno 1475 giunse a Buda, antica capitale ungherese. Come oratore del re Mattia Corvino, Giustiniano ritornò nel novembre del 1478 a Milano presso la corte di Gian Galeazzo Sforza e Bona di Savoia con lo scopo di adoperarsi per il ristabilimento della pace in Italia ed ottenere aiuti e soccorsi contro l’impero Ottomano che minacciava di invadere e conquistare le regioni balcaniche, come successivamente avvenne. Questo ritorno in Italia, oltre alle missioni diplomatiche svolte, gli servì anche per richiedere alcune esenzioni fiscali per i suoi possedimenti in Cremona. Nel successivo anno 1479, il Cavitelli soggiornò lungamente in Boemia dove partecipò alle trattative di pace tra Ungheria, Polonia e la stessa Boemia. Nel 1484, sempre al servizio del re d’Ungheria come consiliarius, venne inviato per una missione diplomatica a Belgrado dove nei primi mesi dello stesso anno morì e venne cremato e sepolto. Gli Sforza, duchi di Milano suoi antichi protettori, si preoccuparono di facilitare il ritorno in Italia della vedova e dei figli del Cavitelli. La medaglia di Sperandio è l’unica testimonianza commemorativa a nome di Giustiniano Cavitelli giunta sino a noi. Si tratta di una antica fusione grezza in bronzo di 86 mm di diametro priva di segno di zecca e dal peso di 280 grammi circa.

Diritto: busto con toga quattrocentesca e capo coperto dal tocco, tipico copri- capo dei magistrati, rivolto a sinistra. Intorno la scritta: IUSTINIANO•CAVITE- LLO•CREMONÆ•IURIS•CON•EQUITI•MERITO•DICAT•MIRIFICE• (Giusti- niano Cavitelli Giureconsulto Cremonese mirabilmente consacrato Cavaliere per meriti)

Rovescio: al centro figura femminile ignuda con sciarpa svolazzante e capelli al vento che cavalca un leone corrente verso sinistra. Intorno la scritta: FORTI- TUDINE•IUSTITIA•NON•SUPERAT• (La forza non supera – o sopravanza – la giustizia)

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